Varsavia 05/09.08.2016 - (terza parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Varsavia 07/08/2016


Il terzo giorno a Varsavia.
Sole alto e caldissimo! Cielo limpido, a parte qualche nuvoletta e venticello fresco, che rendevano il clima della giornata PERFETTO!!!

Prima tappa al Museo Nazionale: primo piano l'arte "medievale" polacca (se così possiamo definirla)… senza polemica, ma non sapevano fare dei corpi umani decenti manco a impegnarsi; per non parlare della prospettiva, Giotto li avrebbe presi a schiaffi.

Passione splatter per le ferite di Cristo, donne con l'attaccatura dei capelli a metà testa, guance paffute e tonde, occhi piccoli e naso stretto (che sembravano viste da specchi deformanti), bambini senza collo stile Maurizio Costanzo…

Arrivati alla pinacoteca dall'arte moderna, invece, c'erano quadri realisti meravigliosi!!!
Dipinti romantici che lasciavano a bocca aperta!!! Sarei rimasta ore a guardarli. Conoscevo già alcuni degli artisti esposti.
Il museo, poi, è grandissimo, strutturato molto bene e si possono fare foto.


Finito il giro al museo siamo andati a pranzo.

P., che aveva programmato l'intera giornata tra spostamenti e tappe ristoratrici, mi conduce in Nowy Świat, una via BELLISSIMA di Varsavia, che consiglio a tutti i turisti, soprattutto nelle giornate soleggiate come quella di ieri, proprio per i colori e l'ambiente che circonda ristorantini, negozietti, fiori e aiuole... un vero incanto!

Pranziamo lì con altro cibo tipico. Assaggiamo birra tipica (che è buonissima!), ci godiamo quel bellissimo passeggio da domenica pomeriggio estivo, accomodandoci allo Starbucks per un caffettino e un pò di relax. 



Poi ricaricati e allegrotti, ci dirigiamo al Museo Chopin, organizzato all'interno della sua immensa residenza. Un museo modernissimo, interattivo e troppo figo (termine tecnico per descriverlo al meglio).


Ho avuto così modo di colmare la mia enorme ignoranza su Chopin, che da lettere e racconti risultava essere, sì un malaticcio sfigatello, ma con una gran ironia!
Doveva essere un piacere conversare con lui (nei giorni buoni ).







Una volta cacciati da lì (perchè rimasti fino a chiusura) comincia la nostra odissea per raggiungere i locali. Prima per la cena e poi per bere qualcosa.
Nel ristorante, che era troppo carino e caratteristico dentro, non ci hanno trattato benissimo a dire il vero... prima chiedendoci di ordinar tutto in una volta per chiudere subito la cucina (tipo alle 9:30 di sera.. mah); poi dicendoci che una cosa non potevano farla perchè chiedeva troppo tempo; e in fine non portandocene un'altra perché "qui non siamo abituati a gente che ordina questo e questo insieme.. quindi ce lo siamo dimenticati".
Per fortuna non parlo la loro lingua, né mi esprimo bene in inglese, altrimenti sarebbero volate teste…
Comunque una volta ordinato ci portano tutto… e con tutto intendo TUTTO insieme... compreso il caffè…
Le cose giuste… Il cibo era strabuono!... per farsi perdonare ci hanno offerto una fetta di cheescake (anche questa molto buona).

Il locale dove siamo andati a bere dopo era veramente il massimo!!!
Assomigliava tanto ad un Arci, con tanto di mega palco per concerti, pareti piene di murales bellissimi, ombrelli e tavoli decorati appesi al tetto… direi scenografico!!!




Lì abbiamo assaggiato della Vodka locale, che ve lo dico a fare... spaccava di brutto!!!

Mai bevute di così buone, prima!!!
Dopo ore di chiacchierata, in quella bellissima cornice, era arrivato il tempo di tornare a casa ed è iniziata lì la vera odissea!


Perchè i mezzi notturni ci sono… ma Varsavia non ha un eccellente piano di trasporti...
Capita, per esempio, che per una strada passino 3 o 4 mezzi pubblici che fanno lo stesso percorso per molti km. Mentre in altre strade (e dintorni) non ne passi neanche uno…
Però ci sono 8 milioni di taxi…
Ma noi, essendo CCIOVANI e un po’ incoscienti (visto che non sapevamo di preciso quanto c’era da camminare) siamo tornati un po’ a piedi un po’ con i mezzi.


        Rientrati in albergo... crollo di sonno totale!





To Be Continued...

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