Lisbona 12/17.11.2017 (sesta parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Lisbona 16/11/2017


Oggi siamo super riposati, probabilmente è servita una serata più poltrona del previsto.Carichiamo ulteriori energie con una colazione da campioni e siamo pronti a ripartire alla grande!

Prima tappa della giornata Piazza da Figueira (appena accanto a Piazza Rossio) per prendere l’autobus 737 che porta direttamente al maestoso Castello di San Giorgio (Castelo de São Jorge). 


Il Castello si erge sulla collina più alta della città, da lì infatti è possibile godere di una vista incredibile.
Appena scesi dal bus ci troviamo ai piedi delle prime mura che un tempo delimitavano proprio il perimetro della cittadella; attraversato l’imponente cancello d’ingresso si arriva direttamente su Praça D'Armas (la piazza principale).


Camminando all’ombra degli alberi, tra la pietra chiara e i vecchi cannoni, passiamo davanti alla statua del Re Alfonso Henriques e finalmente ci affacciamo sul belvedere.
Con la città distesa sotto i nostri occhi incantati, sembra quasi di poterla abbracciare tutta con lo sguardo.

Proseguiamo il nostro giro, così, in una passeggiata ricca di stupore e ammirazione (anche per come si sono mantenute intatte le strutture) arriviamo alle mura centrali del castello medievale.

Attraversiamo il ponte in pietra che copre quello che un tempo, probabilmente, era il fossato.
Da lì è un continuo sali e scendi di scale in pietra, alte e robuste, che permettono di raggiungere la camminata che collega le torri.
Sulle mura abbiamo ancora modo di osservare Lisbona, questa volta con la forte consapevolezza di trovarci, non su un semplice punto panoramico, ma sull’ultimo baluardo di difesa della città.

Cortili e giardini nascondono, all’ombra del loro verde, anche degli splendidi pavoni, ormai abituati alla presenza di turisti.

Finito il giro al Castello, torniamo in piazza dos Restauradores per andare a pranzare all’Hard Rock Cafè.
Nonostante i numerosi viaggi era un’eternità che non entravo in un HRC!

Veniamo accolti da camerieri gentilissimi e super sorridenti, tutti ci chiedono di dove siamo e a quanto pare ognuno di loro ha visitato zone diverse dell’Italia; si cimentano in alcune frasi d’italiano ai limiti tra “latin lover” e adulazione…

Una volta arrivato il conto capiamo perché tutte queste moine… infatti il cameriere che si è occupato principalmente del nostro tavolo SI PRENDE, LETTERALMENTE DA SOLO una mancia di 8 euro, con uno sguardo del tipo “siate generosi, vi abbiamo trattato bene”.
Sul momento restiamo un po’ basiti, anche perché la mancia l’avremmo lasciata comunque (ma magari avremmo preferito decidere NOI quanto), però amen, ci abbiamo riso su una volta usciti da lì, si mangia sempre bene all’HRC.

Restiamo in zona per un dolcino e un caffè; e adesso arriva il momento culinario più bello della giornata!

Infatti troviamo una pasticceria/bar che prepara specificatamente (e quasi esclusivamente) Pasteis de Nata (o forse più conosciute come Pasteis de Belem) dessert tipico della città.
Un dolce di crema buonissima ricoperta da una pasta sfoglia croccante che, VI GIURO, crea dipendenza!

Cioè sto parlando di una cosa talmente buona che veramente per un attimo fa pensare: “vabbè da ora in poi non mi nutrirò di nient’altro”.
Ci siamo sentiti dei rincoglioniti ad averlo assaggiato solo ora e soprattutto sentiamo la necessità di recupere nel poco tempo che ci rimane del viaggio.
Se verrete anche voi a Lisbona vi lascio il nome della pasticceria in cui li abbiamo mangiati questa prima volta (Fábrica da Nata) che credo sia una catena a dire il vero, comunque si trovano veramente in qualsiasi bar.

E’ tempo di visitare il Duomo, che fino ad ora siamo riusciti a vedere solo dall’esterno.
Così prendiamo il tram 28E che ci lascia proprio lì accanto.
La cattedrale assomiglia ad una piccola Notre-Dame per il suo rosone centrale e le due torri campanarie, nonostante sia in stile romanico. 

Decidiamo di scendere a piedi per visitare anche le chiese lungo la strada.
Niente di che a dire il vero, nella prima troviamo una statua di Cristo che porta la croce, piuttosto inquietante, sarà perché nascosta nella penombra di una cappella laterale o perché i capelli sono stati fatti con una parrucca pseudo-realistica.
Nella seconda la cosa interessante è che si terrà in serata un concerto per chitarre classiche… allettante!

Proseguiamo la passeggiata fino ad arrivare all’Arco della Rua Augusta, un incredibile, monumentale e maestoso arco di trionfo che si affaccia in Piazza del Commercio (Praça do Comércio).
Al centro della piazza una statua equestre, poco più in là la piazza scivola dentro il Tago con una piccola discesa per le barche e una spiaggetta.

Il tramonto attira tantissima gente, tra turisti e cittadini. E’ incredibile l’aria di festa che si respira, sembra quasi ancora estate.

Un ragazzo, credo sia inglese, suona la chitarra e canta dei suoi brani, la folla si avvicina incuriosita e affascinata dalla sua voce.
Anche noi ci avviciniamo, una colonna sonora perfetta per lo spettacolo indescrivibile che abbiamo davanti a noi: il sole che sparisce all’orizzonte, il rumore delle onde leggere che si infrangono sul bagnasciuga e le mille lingue del chiacchiericcio della gente.

Un gruppo di ragazzi afroamericani si avvicina al cantautore, ballano con la sua musica ed è bellissimo guardarli! Alla fine della canzone gli parlano per qualche istante, poi una ragazza tra loro prende il microfono e il cantautore comincia ad improvvisare un pezzo, canta con voce melodica mentre la ragazza aspetta ondeggiando il suo momento… il ritornello, è lei a rappare, un freestyle improvvisato che sembra nato apposta per quel brano!
Una cornice quasi onirica, sembra di essere in un bellissimo film… mi sento veramente felice! 


Ritornando verso l’albergo, ovviamente, perdiamo ancora una volta la strada… scoprendo così l’ennesimo percorso per raggiungerlo dalla metro. Penso che neanche gli abitanti della zona l’avranno girata bene quanto noi.

Per cena poi, vogliamo tornare in zona Duomo, dove ci sono localini tipici carinissimi e soprattutto ci sono diverse serate di Fado.
Ma a quanto pare i mezzi pubblici non sono affatto d’accordo.
Infatti non abbiamo capito perché ma il tram che porta al duomo non passa più. Così optiamo per cenare tra
Praça dos Restauradores e Praça Rossio.

Il localino è carino, molto “trattoria di pesce” con tavolini per strada, ma la zona è pedonale e si trovano solo altri posti simili.
Mangiamo discretamente bene, nulla di memorabile, ma siamo comunque soddisfatti.
Ovviamente, dopo cena, non possiamo resistere alla tentazione di tornare al bar-pasticceria del pranzo per mangiarci un’altra
Pasteis de Nata!

Il rientro in albergo è piuttosto problematico, hanno chiuso alcuni ingressi alla metro e siamo un po’ preoccupati. Un gruppo di turisti raggiunge lo stesso nostro angolo e tra questi c’è un ragazzo italiano. Cerchiamo di capire insieme il da farsi, e per fortuna lui parla mooolto meglio di noi l’inglese. Così, chiedendo ad un passante, riusciamo a sapere che dobbiamo dirigerci ad un’altra entrata per poter prendere la metro e che dobbiamo sbrigarci perché le corse stanno per terminare.
Una gara contro il tempo che è andata a buon fine per fortuna. Siamo rientrati sani e salvi in camera nonostante la giornata si sia conclusa con un pizzico d’avventura!


To Be Continued...

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