Salonicco 05/09.12.2016 - (quinta parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Salonicco 08 e 09/12/2016

Ultimo diario di bordo da Salonicco: La giornata è un po' uggiosa.
Non ci preoccupiamo visto che il nostro programma della giornata è chiuderci nella zona dei musei!

La stanchezza comincia a farsi sentire, probabilmente partendo dalla camminata del giorno prima...

Abbiamo ancora molto da percorrere a piedi (la distanza tra il nostro albergo e la zona dei musei... preferiamo muoverci così, visto che non solo gli autisti dei bus sono completamente fusi, ma in più non capiremmo MAI ne a quale fermata salire ne a quale scendere).

Ci imbattiamo in uno sciopero, diviso in 3 pacifici cortei con striscioni e cori. Giovani e lavoratori ognuno di fianco alla propria insegna pronti a marciare dai diversi punti della città per riunirsi, forse, in piazza Aristotele, l'unica a poterli contenere tutti.
Ad ogni modo, non potendo neanche condividere o contraddire le motivazioni (proprio perchè non capivamo UNA che fosse UNA parola) siamo finalmente arrivati al Museo della Cultura Bizantina.

Accolti all'ingresso da scolaresche di liceali in piena euforia adolescenziale e poi dai pigri custodi del giorno prima, rimasti lì a far il nido per l'inverno.

Che dire... il museo era strutturato benissimo! è stato veramente curioso scoprire nella quotidianità la vita e l'evoluzione della città. Ritrovare cose vicine alla nostra cultura e sorprenderci così simili nonostante il tempo trascorso. Prozii di un'epoca affascinante e che ha fondato delle basi storiche tangibili ancora oggi.


Tombe, oggetti per la casa, monete, vestiti che il tempo ha mantenuto e protetto per permetterci ancora oggi di ammirare.
Il tempo è volato, immersi in quelle antichità e, senza che ce ne fossimo accorti, ci siamo ritrovati ad essere cacciati in malo modo dalla più isterica delle custodi.

L'ora di pranzo è già passata da un pò ma, come detto in precedenza, a Salonicco la gente mangia a qualsiasi ora, ecco perchè ci rifugiamo, alle 5 del pomeriggio, in un locale ancora pieno di gente che ordina del buon cibo.
Sazi e soddisfatti raggiungiamo il bar-ludico visto nei giorni precedenti. 

Accolti con i soliti caldi sorrisi della gente, che ci fa sentire sempre come a casa, ordiniamo dei caffè particolari (e mooolto buoni), prendiamo uno dei giochi a disposizione dagli scaffali e un ragazzo, con una parlantina incredibile e un inglese perfetto (sì, perchè a Salonicco TUTTI parlando inglese) ci spiega le regole.
Passiamo del tempo rilassandoci e godendoci quel posto che arriva velocemente in cima ai nostri preferiti; avremmo potuto restar lì per giorni senza sentire la necessità o la mancanza di nulla (per quanto mi riguarda si poteva anche fumar dentro il locale...). 

Purtroppo è giunto il tempo di tornare all'albergo per preparare i bagagli per il giorno dopo (il 09 dicembre).

Salonicco è questa città incredibile che lascia perplessi all'arrivo (convinti che non abbia forse nulla da dire), che ti riscalda il cuore mostrandosi timida con le sue meraviglie nascoste dietro gli angoli più impensabili e che ti accoglie e coinvolge con la sua attivissima vita e gente.


Non è stato forse un colpo di fulmine... ma di certo ci siamo innamorati di questo gioiello incastonato (letteralmente) nel Mediterraneo.

Fine.

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