Parma 02/03.06.2017 - (prima parte)
ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]
Parma 02/06/2017

Approfitto per fare qualche scatto:
meravigliose ville che si affacciano tra le fronde degli alberi, scorci di una
città incantevole e tipicamente emiliana.
L’accoglienza all’interno della
trattoria, per noi, è stata una delle più belle e al contempo buffe di sempre!
All’ingresso, infatti, proprio davanti a noi, si erge statuaria e regale…
UN’AFFETTATRICE con sopra un prosciutto ENORME!
Inutile dirvi quanto abbiamo
mangiato bene… credo di non aver MAI assaggiato in vita mia una mortadella così
buona… Il FAMIGERATO prosciutto crudo, poi (che ve lo dico a fare?!) si scioglieva
in bocca!... e i tortellini?... beh, c’era da commuoversi tale era la
perfezione dell’impasto!

Arriviamo al Palazzo della Pilotta
osservandone bene l’esterno così maestoso; Piazza della Pace, proprio di fronte
al Palazzo è già pronta con un palco e il maxischermo per la finale di
Champions, tutto intorno stand con i cibi più “porcariusi*” immaginabili
(dicesi *PORCARIUSI di cibi dannosi, unti ma INESORABILMENTE e MALEDETTAMENTE
BUONI!), stand per bambini e adulti, musica a tutto volume che risuona per la
piazza, ragazzi che prendono il sole sdraiati sull’erba… aria di festa insomma,
che sembra assecondare il nostro stupore.
Ci soffermiamo un po’ ad osservare
il Monumento al Partigiano, solida statua che con fierezza osserva dall’alto
della sua posizione.
Proviamo ad entrare all’interno del
Palazzo della Pilotta, in cui sappiamo esserci sia il Teatro Farnese che la
Biblioteca Palatina (di cui avevo visto foto incredibili e avevo tanta
curiosità di visitare); purtroppo entrambe erano chiuse al pubblico a causa
dell’orario (erano aperte di mattina, quando noi eravamo ancora in viaggio) e
del giorno (probabilmente in occasione del ponte dopo il 2 giugno)… Vabbè poco
male, sarà un’occasione per tornare a visitarla APPOSITAMENTE!

Il suo interno è un’esplosione di
arte ed elementi architettonici decorati e preziosi. L’intero spazio al suo
interno (le tre navate) sono sgombere da panche e sedili classici delle chiese;
a parte per un unico leggìo al centro della navata principale e di alcune sedie
pieghevoli messe a disposizione dei turisti.
Parma 02/06/2017
In macchina direzione Parma!
P. alla guida; io impegnata ad
imbracciare la macchina fotografica NUOVA DI ZECCA (orgoglio e occupazione
principale degli ultimi giorni) cerco di far foto e video decenti!
I seguenti pensieri saranno da leggere
con una voce nasale intellettualoide e con vocali estremamente aperte:
- cioooeeeè, daiii, facciamo un
video con il paesaggio che scorre dal finestrino! –
superiamo un mega camion..
- cioooeeeè, daiii, facciamo un
ripresa mentre entriamo in galleria! –
prendiamo innumerevoli buche
stradali..
- cioooeeeè, daiii, facciamo un
selfie in macchina! –
doppi menti a pioggia, parkinson
istantaneo, frenate a caso in autostrada..
Vabbè ci rinuncio..
Mi godo, tra musica rock e
chiacchiere, il resto del viaggio che dura effettivamente meno del previsto.
Sia per P. che per me è la prima
visita a questa città di cui conosciamo bene la fama culinaria.
Dai racconti di amici e parenti, che
l’hanno già visitata, sappiamo quali bellezze artistiche e architettoniche aspettarci.
Così, con la scusa di andare a
vedere il concerto degli Ulver (che si sarebbe svolto poco lontano dalla
città), abbiamo colto l’occasione!
Parma ci accoglie con zone pedonali
o a traffico limitato piene di turisti e gente in bici!
La giornata è stupenda, quindi non
ci preoccupiamo e posteggiamo lontani dal centro, per goderci una passeggiata
alla ricerca di qualche trattoria tipica dove fermarci a pranzare.
Arriviamo, in fine, in una trattoria
di cui P. aveva letto ottime recensioni… chiediamo se c’è posto, nonostante non
avessimo prenotato, e ci fanno accomodare dentro.
L’accoglienza all’interno della
trattoria, per noi, è stata una delle più belle e al contempo buffe di sempre!
All’ingresso, infatti, proprio davanti a noi, si erge statuaria e regale…
UN’AFFETTATRICE con sopra un prosciutto ENORME!
Dietro di essa, sul “ponte di
comando”, uno dei camerieri aveva il compito di affettare salumi a profusione!
Inutile dirvi quanto abbiamo
mangiato bene… credo di non aver MAI assaggiato in vita mia una mortadella così
buona… Il FAMIGERATO prosciutto crudo, poi (che ve lo dico a fare?!) si scioglieva
in bocca!... e i tortellini?... beh, c’era da commuoversi tale era la
perfezione dell’impasto!
Finito il pranzo, ancora rotolanti
per l’ottima abbuffata e per il caldo, ci dirigiamo verso l’albergo per fare
check-in e lasciare gli zaini/bagagli.
Dopo aver sistemato il tutto e
ricaricato cellulari e gambe… ci avviamo alla scoperta vera e propria della
città!
Passeggiamo lungo le strade
principali di Parma, in cui è in atto intanto un festival di street food.
Nella piazza si affaccia sia,
appunto, il Duomo che il Battistero che il Palazzo vescovile.
La cattedrale, in stile romanico,
è aperta…
L’antico pulpito è probabilmente la
cosa che mi colpisce di più, insieme all’affresco della cupola che io CREDO
fermamente di aver già visto in qualche libro di scuola.
È possibile arrivare molto vicini
all’altare ed osservarne ogni dettaglio.
Una volta usciti abbiamo
deciso di tornare alla macchina per dirigerci alla sede del concerto, il
Labirinto della Masone.
Il Labirinto della Masone è il più
grande labirinto al mondo composto da bambù (di varie specie) e al suo interno
vi sono spazi adibiti per mostre e concerti.
Devo dire che il posto è mooolto
suggestivo!
Arrivati lì ci siamo immersi tra la
folla, pronta, come noi, a vedere gli Ulver; ma una volta aperti i cancelli le
maschere ci indirizzano verso una delle piccole entrate del labirinto, le cui
alte mura di bambù sono illuminate solo da qualche lanterna e dalla luce delle
stelle… il palco è montato alla fine del percorso al centro, appunto…
Riusciamo a trovar posto non troppo
lontani dal palco, e dopo un po’ di attesa… inizia il concerto!
Non avevo ancora mai visto gli Ulver
dal vivo, e non vi nego che lo spettacolo è stato qualcosa di
eccezionale!
Hanno suonato tutti i pezzi del
nuovo album, tra giochi di luce ed effetti con laser ed immagini, uno di quei
concerti che ti tiene incollato al palco a chiederne ancora e ancora!
È stato così coinvolgente e ipnotico
che con P. non ci siamo neanche accorti che i nostri cellulari erano
completamente morti e non sapevamo la strada per tornare in albergo!
Per fortuna, alternandoci con la
memoria, siamo riusciti a fine serata a trovare la strada… tra strade buie e
deserte di campagna… ed incroci ambigui, un’avventura di fine giornata (come se
non fosse già stata piena di emozioni).
To Be Continued...

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