Parma 02/03.06.2017 - (seconda parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Parma 03/06/2017


Il secondo giorno è iniziato parecchio tardi… sia per la stanchezza accumulata il giorno prima, sia per quella che ci appesantisce le palpebre dopo l’intera settimana di lavoro.
Ma non importa, perché una volta svegliati riposati e pimpanti siamo pronti per proseguire la visita!

Torniamo in piazza Duomo venuti a sapere che si può visitare il battistero.
Ma per visitare il battistero bisogna fare un biglietto, la tipa a l’ingresso dice che per l’acquisto dobbiamo rivolgerci ad un negozio di souvenir ufficiale accanto alla cattedrale.



Solitamente non sono molto favorevole a questi biglietti d’ingresso per i luoghi di culto (che hanno già i loro NON miseri introiti) ma, va bene, facciamo questo biglietto di 8 euro (che comprende sia battistero che museo diocesano,                                                       anch’esso affacciato su piazza duomo).


Devo dire che, nonostante il mio brontolare iniziale (per le questioni di principio prima citate) il battistero è veramente bellissimo e mi sarei mangiata le mani a perdermelo per la mia testardaggine. 

Di forma ottagonale, con una cupola decorata magnificamente a “spicchi” come fosse un ombrello sulle nostre teste e le nicchie che ci circondano e che servono ad alleggerire le pareti.
La fonte battesimale al centro della stanza, in marmo, riflette tutte le raffigurazioni che sembrano osservarla.

Il museo diocesano, non è una struttura molto grande, ma conserva degli oggetti (come monete antiche romane e bizantine, preziosi cocci che probabilmente un tempo servivano durante le messe) e dei frammenti architettonici molto interessanti (come: mosaici, statue romaniche e bizantine, affreschi).
Una volta fuori, è ora di pranzo!

P. aveva prenotato in un localino che sembrava promettere molto bene da recensioni e fotografie. Si tratta di un localino piccolino, forse a gestione familiare, ma ci accolgono subito (nonostante sia strapieno di clienti) con un gran sorriso e molta gentilezza.

Ci fanno accomodare ad un tavolo, ed io mi accorgo che mi è toccato il posto d’onore, infatti sono seduta proprio accanto a l’affettatrice. Sembra guardarmi anche lei minacciosa dietro una vetrina alla mia sinistra circondata dai suoi prosciutti.

Anche qui mangiamo benissimo, conquistati già dal melone con il prosciutto crudo, che con queste temperature è manna dal cielo!

A fine pasto siamo rimasti in pochi alla trattoria; ascoltando involontariamente la conversazione dei nostri vicini di tavolo, che stavano a loro volta chiacchierando con i loro vicini di tavolo, scopriamo che c’è quasi l’intero mondo seduto con noi… infatti i due signori alla mia destra sono Emiliani, parlano con la coppia di anziani accanto (lei brasiliana, lui scozzese)… e poi ci siamo P. (Milanese DOC) e io (Catanese DOC).

Dopo il lauto pasto ci accorgiamo che la nostra visita in questa splendida città sta per terminare, purtroppo dovremo tornare verso casa.



Comunque non prima di visitare Palazzo Ducale con il suo Parco.
Infatti è proprio tra quei viali alberati, la gente che fa jogging o che porta a spasso figli e cani, che ci soffermiamo a fare il punto della visita, sappiamo che abbiamo avuto poco tempo e tante cose da vedere.

Il Torrente Parma, che abbiamo attraversato per raggiungere il parco, è completamente asciutto.

Il palazzo è lì davanti a noi, elegante e signorile, come sono stupende anche le case che ne circondano il perimetro.
Delle candide statue in marmo ne incorniciano l’ingresso, ma purtroppo lo troviamo chiuso, con tanto di “DATA DA DESTINARSI”.

Torniamo in macchina per ripartire alla volta di Casa.
Alla fine è stato un viaggio un po’ strano, all’insegna del guardarsi attorno, del “camminare col naso per aria”, più nell’osservare stradine e scorci di una città in cui dovremo assolutamente ritornare!


Fine.

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