Four Steps - Gardaland 26.08.2017

ATTENZIONE: [Questo fa parte della rubrica “Four Steps” che raccoglie tutte le esperienze turistiche che non possono essere considerate come dei veri e propri viaggi (gite fuori porta, luoghi che mi hanno colpito particolarmente, posti consigliati, paesaggi che non tutti conoscono, località varie ed eventuali).]

Gardaland 26/08/2017

Questa volta siamo stati a Gardaland!
Possiamo definire questa giornata come quella delle “prime volte”: prima volta a Gardaland, prima volta in Veneto e prima volta punta da un’ape…
Alcune cose di certo mooolto più piacevoli di altre.

Ma andiamo con ordine.
Avendo trovato un’offerta per i biglietti, M e D hanno proposto a P e me una gita di un giorno a Gardaland.
Ironia del destino, dato che ne avevo parlato recentemente dicendo appunto che, nonostante sia stata due volte a Disneyland Paris, non ero ancora mai stata nel parco divertimenti più grande e famoso d’Italia.
Accettiamo al volo la proposta quindi!

                                 Sveglia presto, di corsa a prepararci che M è passato a prenderci!
Il viaggio in macchina è stato super tranquillo, passiamo a prendere D, lunghe chiacchierate e sosta a far colazione in autogrill.
Arriviamo in men che non si dica e io mi sento emozionata come una bambina, cosa che a quanto pare si nota parecchio visti i divertiti commenti dei miei compagni di scorribanda.
Il sole è alto c’è caldo ma si sta benissimo, so già che mi abbronzerò senza accorgermene (quella tipica abbronzatura da sole a zenit che non dà scampo a naso e spalle ma che lascia completamente pallido il resto del corpo). Le musichette da villaggio turistico si propagano già nel parcheggio dai numerosi altoparlanti e la gente si dirige in massa verso l’ingresso. Una miriade di addii al nubilato (notati già all’arrivo e osservati durante tutta la permanenza), bambini di ogni età e genitori a seguito.


Questi posti hanno un fascino tutto particolare, permettono di staccare la spina dalle preoccupazioni quotidiane, una “zona franca” di divertimento e spensieratezza.
Prima tappa obbligatoria L’Albero di Prezzemolo, beniamino della giornata, di cui speravo d’incontrare il pupazzone… sogno realizzato solo a fine giornata quando, dopo qualche saluto con la mano (da far invidia alle Miss e alla Regina d’Inghilterra), lo vediamo andar via, come un vero VIPSSSS, su una Caddy Car (si chiamano così quelle macchinette elettriche tipiche per spostarsi sui campi da golf?!).


Poi i giochi con l’acqua, sono in assoluto i miei preferiti!... penso di non essermi mai divertita tanto come sulla Colorado Boat!
Impossibile uscire asciutti dalle Jungle Rapids, o non lasciarsi incuriosire da Shaman (che però devo dire, è un pelino deludente).

Ma il must della giornata sono stati, in assoluto, i ghiaccioli alla frutta che vendono all’interno delle aree ristoro del parco. Una maledetta droga legalizzata, veramente!



Per non parlare di tutti gli zuccheri ingeriti nelle varie file per i giochi (da granite a frappe a bevande di ogni genere).
E’ stata proprio in una di queste soste che sono stata raggiunta dall’ennesima ape (perché a quanto pare quel giorno le attraevo nonostante non avessi addosso chissà che colori accesi); non essendomene accorta probabilmente l’ho spaventata in qualche modo, tanto da farmi pungere…
Sì, il bruciore è effettivamente intenso come lo descrivono… per fortuna credo non mi abbia preso benissimo il braccio e ho scoperto di non esserne allergica (ma non conto di riprovare l’esperienza).

La zona più bella, per me, resta quella dei Corsari, anche se, vi dirò, che la cosa più inaspettata e che ci ha proprio colti di sorpresa è stata LA CHIESA (a quanto pare consacrata e funzionante) nella zona Far West. Scelta bizzarra, o quanto meno non molto rassicurante, visto che si trova a pochissimi passi dal Raptor e dal Oblivion (forse le due montagne russe più conosciute del parco).

                                                   
Ad ogni modo, mi sono riscoperta più cacasotto di quanto ricordassi.. 
Confesso di soffrire di vertigini da sempre, ma probabilmente, crescendo, le “paure razionali” sono diventate più forti e quindi dal terrore che le imbracature non reggano, alla paura di svenire e finire su qualche video in rete, ogni cosa mi convinceva a paralizzarmi.
.. Anche perché nelle attese (probabilmente neanche troppo lunghe rispetto ad altri periodi) c’era tuuuutto il tempo per farsi prendere dal panico e cedere a quella voce che urla in mente:
“ma che ca**o stai facendo? Ma se ti tremano le gambe al solo affacciarti dalla tromba delle scale..”
Per fortuna c’erano gli altri ad incoraggiarmi e a distrarmi dalla fifa con battute, scherzi e risate…In fine, c’è la migliore amica dei parchi divertimento: l’ADRENALINA! 
Quella compagna che arriva nei momenti in cui si è già in ballo, che fa sentir vivi, che tiene con occhi ben aperti quando c’è quella picchiata spaventosa e che fa dire, una volta tornati coi piedi per terra, “facciamolo ancora!” 

Al tramonto, apprestandoci alla conclusione della splendida e piacevolmente stancante giornata, ci siamo goduti un tranquillissimo Flying Island con sua splendida vista sul lago di Garda!

Rientro a casa a fine giornata, felici delle ore trascorse, saziati da numerose porcherie culinarie sgranocchiate, e con una stramba tintarella. 


Fine.


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