Lisbona 12/17.11.2017 (prima parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Lisbona 12/11/2017

Dopo tanti anni che non facevo un viaggio con mio papà, ho finalmente deciso di regalargliene uno..
Novembre: in occasione del suo pensionamento e del mio compleanno.


Così oggi siamo partiti per Lisbona!
Meta che per entrambi era un desiderio rimandato per troppo tempo. 
Quindi, ragiunta a Milano pochi giorni prima, siamo emozionati ed impazienti, proiettati già in Portogallo.


Lasciamo Milano alla nebbia per raggiungere una Lisbona con il cielo terso e il sole al meglio delle sue forze; c'è persino caldo, aggiungerei, se non fosse per il fortissimo vento che ci accoglie all'uscita dell'aereo.. ma poco importa, ce lo aspettavamo in realtà, e comunque le giornate così luminose fanno venir voglia di star in giro a più non posso!
 

Sul bus che porta dall'aereo all'aeroporto incrociamo un ragazzo italiano (super cortese) che lavora per un'università a Lisbona e che ci dà delle conferme sulle nuove regolamentazioni per le connessioni dei cellulari nell'Unione Europea. In poche parole.. abbiamo L'INTERNET everywhere!
Dall'aereoporto scendiamo direttamente alla metro che ci avrebbe lasciati in albergo.

Sempre sul pezzo, sappiamo giá come prendere i biglietti/tessera per tutti i mezzi e quale tariffa applicare, ma non ci aspettavamo, arrivati davanti alle macchinette di emissione, che due turisti (probabilmente arrivati alla fine della loro vacanza) ci lasciassero le LORO tessere!
Sorpresi ed entusiasti da tanta gentilezza saliamo in metro.. che scopriamo essere bassissima e, soprattutto, cortissima.. ma tipo trenino giocattolo.. e ci chiediamo se è così solo la domenica o se saranno sempre così, con il rischio di beccarle strapiene negli orari di punta.


Arrivati all'albergo facciamo il check-in e la ragazza receptionist, guardando la mia carta d'identità, scopre che farò il compleanno tra pochissimo, mi dice che anche lei compirà 29anni due giorni dopo di me e, in fine, ci consegna un biglietto dell'hotel con cui verranno offerti due cocktails al bar, per festeggiare! Troppo troppo carina!
Mille ringraziamenti dopo, saliamo in stanza: camera piccola.. direi compatta, visto che ci entra comunque tutto... ed è BELLISSIMA!

Rinfrescati un attimo e lasciate quelle zavorre di bagagli, ci dirigiamo verso una zona di locali in cui abbiamo scoperto esserci alcuni spettacoli di Fado in strada.
La città è un sali e scendi continuo... con, in certi tratti, salite ripide come pareti o scalinate infinite in agguato.

Comunque arriviamo in questa zona centralissima e piena di localini con cibo tipico. 
Scegliamo di fermarci in quello che troviamo più affollato da gggiovani del luogo e ordiniamo tre piatti tipici, per dividerceli.
Quindi: un tortino di baccalà e ceci (che nel menù era chiamato "Baccalà alla portoghese", ma è una delle TANTE ricette con cui preparano il baccalà, quindi non credo sia il nome ufficiale), il polpo al forno con patate o "Polvo a lagareiro" e degli straccetti di carne con una speciale zuppetta di cipolla e aglio, chiamata Pica-pau (roba strabuona, ma da non poter più parlare senza uccidere qualcuno).
Ovviamente il tutto accompagnato da due enormi calici di sangria!
La cosa paradossale è che, mentre all'inizio la cosa che mi allettava di più era il polpo e la cosa che mi allettava di meno era il baccalà (perchè non ne sono affatto un'appassionata mangiatrice), a fine pasto i pareri erano completamente capovolti... il piatto che mi è piaciuto di più è stato il baccalà, mentre quello che mi ha delusa un pò è stato proprio il polpo.

Finita la cena facciamo una lunga passeggiata prima di tornare in albergo, godendoci al meglio la città di sera.
Confermiamo quindi la prima impressione... cioè che si tratta di una città piena di colori, turismo, gente cordialissima, locali di ogni tipo, giovani e universitari da TUTTO IL MONDO!


Ci fermiamo ad un chioschetto per bere un caffè e il ragazzo/gestore mi propone di assaggiare un dolce (credo si possa definire tale) tipico di 
Aveiro, un distretto portoghese che si trova più a nord di Lisbona.
Si tratta di un tuorlo di uovo, poco meno che sodo, racchiuso dentro una cialda d'ostia bianca... il nome: Ovos Moles... ed è particolare e anche buono!


Una volta rientrati in albergo abbiamo subito approfittato del biglietto per i cocktails omaggio; un ultimo bicchierino prima di organizzare la giornata di domani e crollare a letto.


To Be Continued...

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