Lisbona 12/17.11.2017 (quarta parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Lisbona 14/11/2017

Oggi è il mio compleanno!
La giornata inizia benissimo tra gli auguri di mio papà al risveglio, i messaggi dei miei amici e la colazione (sempre più buona) dell’albergo!

In programma per oggi abbiamo Belém, famosissimo quartiere ad ovest di Lisbona che si affaccia sull’estuario del Tago.

Così, seguendo l’indicazione del simpaticissimo receptionist che parla italiano, prendiamo un autobus (il 727) vicino all’albergo che porta direttamente a Belém.
Il viaggio è piuttosto lungo essendo un mezzo urbano che attraversa gran parte della città; non abbiamo subito modo di sederci e questo si rivela un disagio visto che l’autista guida malissimo (tra frenate brusche, accelerate improvvise e voragini stradali prese in velocità). Una cosa è certa, ci riconosciamo tra turisti, perché mentre noi ci guardiamo perplessi da tali infelici manovre, la gente del posto appare abituata, come se questa fosse la norma alla guida.
Lungo il percorso abbiamo comunque modo di osservare, se anche di passaggio, alcuni monumenti…
Dalla imponente Statua di Marquês de Pombal al solenne Parlamento portoghese, passando sotto il Ponte 25 de Abril.

Capolinea. Scendiamo e ci troviamo subito in un largo spiazzo che si estende davanti a noi a perdita d’occhio.

Appena a destra il Monastero dos Jerónimos, in stile manuelitico (caratterizzato dalla mescolanza di elementi tardo gotici e rinascimentali).
È così bello da lasciare a bocca aperta; non si può che ammirarne la magnificenza.

Inizia la visita che, date le dimensioni del monastero, saprà essere lunga.

Al suo interno si trovano le spoglie del famosissimo navigatore Vasco de Gama e dello già citato scrittore Fernando Pessoa.
Ogni vetrata, ogni particolare, ogni arco o colonna sono un’opera d’arte; trovarsi qui instilla
un senso di sconvolgente ammirazione per l’opera dell’uomo.

Il chiostro ci apre ad un respiro visivo ed emotivo, così che mi cimento in numerosi scatti
fotografici (più o meno riusciti) che purtroppo non riescono comunque e rendere giustizia a tale luogo.

Qui abbiamo anche la fortuna di beccare il piccolo spettacolino organizzato apposta per
attirare l’attenzione e coinvolgere un nutrito gruppo di ragazzini in gita scolastica. Due proclamatori, vestiti con abiti d’epoca, annunciano da un balconcino, la storia delle origini del monastero stesso.

In un’altra ala del monastero, si trovano invece alcuni musei: il museo archeologico nazionale (che conserva una bella collezione di reperti egizi e romani), il museo della marina (o “della navigazione” che dir si voglia) e il Planetario. 
Purtroppo non riusciamo a visitare il museo della navigazione perché oggi è chiuso (torneremo più avanti), ma in compenso visitiamo una mostra momentanea, al museo archeologico, incentrata sugli studi geologici e territoriali del Portogallo.

Finita la visita al monastero, attraversiamo il grande parco che vi è di fronte, osserviamo la fontana e i suoi giochi d’acqua godendoci la splendida giornata.
Attraversando dall’altra parte della strada arriviamo sotto il Monumento alle Scoperte (uno dei più simbolici e conosciuti di Lisbona).
Affacciato lungo le rive del Tago sovrasta e osserva il paesaggio. Da quella posizione è possibile guardare bene anche il Ponte 25 de Abril, con il suo colore rosso e la sua forma che ricorda il Golden Gate Bridge di San Francisco.
Rimaniamo al sole per riscaldarci ancora un po’ ed è momento di pranzare, così decidiamo di mangiare qualcosina in un pseudo bar italiano che incrociamo lì accanto.

Dopo una buona omelette riprendiamo la visita.
Ci incamminiamo fino alla famigerata Torre di Belém
, percorriamo il giardino antistante, ed eccola…
Robusta ed elegante quasi come un castello delle favole in miniatura. Una spiaggetta per rinfrescarsi ai suoi piedi, già immersi nell’acqua; file interminabili di persone che non vedono l’ora di salire in cima alla terrazza panoramica per ammirarne il paesaggio.
Intanto la stanchezza comincia a farsi sentire prepotente, così decidiamo di far ritorno in albergo per riposare un po’ e rinfrescarci prima di uscire per i festeggiamenti serali.
Pessima idea, vista che una volta distesi i piedi la volontà di rimettermi in cammino viene meno… così optiamo per un localino di cucina tipica vicino all’albergo.
Un posto piccolo ma confortevole, dove essendo solo noi e altri due persone riusciamo anche a far conversazione con il ragazzo che lavora in sala, che ci racconta (chiacchierando a proposito della partita della sera prima e di quella che stava seguendo dal televisore del ristorantino) di fare il calciatore.

Mangiamo veramente bene!
E concludiamo la cena con dei dolci che hanno sostituito una più classica torta.

La serata si chiude tra le risate visto che tornando definitivamente in albergo veniamo inseguiti per l’ennesima volta da un furgoncino della pulizia strade.La cosa è veramente comica, visto che è una giornata intera che vi incappiamo davanti!
Loro corrono e sembrano quasi volerci investire e noi ci spostiamo come toreri chiedendoci se ce l’abbiano con noi.

                                      To Be Continued...


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