Lisbona 12/17.11.2017 (quinta parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Lisbona 15/11/2017

A causa della stanchezza accumulata dalle lunghe camminate di questi giorni, abbiamo optato per un programmino più soft oggi, che ci aiuti a recuperare le forze e ricominciare domani a pieno ritmo.

Prima tappa: Oceanario!

Nonostante gli appena compiuti 29 anni, mi sento emozionata come una bambina! 
Penso sarà uno di quei posti in cui perderò veramente ogni senso di sobrietà adulta per lanciarmi in gridolini ridicoli e sorrisi ebeti stampati in faccia (oltre a compulsivi scatti fotografici).

Per raggiungere la zona dobbiamo prendere la metro e scendere alla fermata Oriente. 

In questo punto, così moderno della città, la metro coincide anche con una stazione ferroviaria.
Vi posso assicurare che sembra di essere in una base spaziale visti gli interminabili tunnel in cemento. La struttura si sviluppa in diversi piani, salendo con gli ascensori in vetro si arriva in un centro commerciale.
Non è semplicissimo orientarsi in spazi così sconfinati e pieni di persone.

Riusciamo finalmente ad uscire e notiamo che ovviamente, oltre alla stazione, anche tutta la zona, i palazzi e i monumenti sono modernissimi.


Ci rendiamo conto, attraversando una piazza fiancheggiata dalle bandiere di tutto il mondo, che ci troviamo nella zona costruita apposta per l’Expo del 1998.


Con le giornate così luminose e assolate, e il cielo così limpido (continuano a non vedersi nuvole neanche lontane all’orizzonte) il posto sembra quasi surreale…
Camminiamo con il naso per aria affiancando grattacieli in vetro e acciaio dalle forme futuristiche, fontane a cascata in legno ghiaia e acciaio.

Raggiungiamo così le coste del Tago, nella parte in cui l’estuario si allarga prima di sfociare nell’oceano. 
Da lì è possibile osservare il Ponte Vasco da Gama, che si estende a perdita d’occhio per 17km. Sembra sospeso nel cielo.


Passeggiamo sulla passerella in legno lungo fiume fino a trovarci davanti ad una struttura quadrata, al centro di una baia artificiale.
È strana e sembra piccolina, non si capisce neanche bene da dove entrare…
è l’Oceanario!

Ma una volta entrati si capisce che non è poi così piccolo come sembra da fuori, anzi…
Ci agiriamo per le sale, ognuna delle quali ha ricreato un habitat specifico.

Si gira intorno alla grande vasca centrale in cui è possibile vedere pesci di ogni tipo: dagli squali allo strano pesce luna, dalle eleganti mante (che volano in acqua) alle murene.

Nonostante la grande affluenza, che comprende scolaresche e diversi altri gruppi di italiani, l’atmosfera è comunque rilassante, sembra quasi ovattata come quando si sta sott’acqua. 

Facciamo visita ai pinguini e sembra quasi di poterli accarezzare, passiamo dalle coccolosissime lontre distese a pancia in su a pelo d’acqua, restiamo ipnotizzati dal colore psichedelico delle rane. E’ veramente uno spettacolo per grandi e bambini.



Insomma… giriamo per ore al suo interno, non rendendocene conto!
E’ già ora di pranzo!

L’unica possibilità in zona rimane il tunnel asettico della “NASA” appena sopra la metro.
Optiamo per un poco tipico Subway, ma con la scusa per lo meno lo faccio conoscere/provare anche a mio padre.
Indispensabile pausa bagno e si torna in marcia.


Facciamo ritorno in piazza Martim Moniz, punto consigliato per prendere il tipico tram n°28. Consigliato perché prendendolo da uno dei capolinea è possibile trovar posto a sedere.

Così attraversiamo la città, stupendoci di come sia possibile passare da certe stradine strettissime. Salite impervie e discese ripidissime, quasi fossimo su delle montagne russe.
Ripercorriamo anche alcuni posti già visitati.

Arrivati al capolinea opposto, decidiamo di salire su un altro tram, il 25, così da regalarci uno sguardo su diverse zone della città.
Così passiamo anche accanto a Piazza del Commercio che si affaccia sul fiume.
Il tram ci lascia in Piazza Rossio, praticamente ac
canto all’Elevador de Santa Justa (conosciuto anche come “El Grasciaro”) che è un ascensore in ferro in stile neogotico.
Incredibile la vista da lì su al tramonto!

Il clima continua ad essere nostro alleato.
Ultima passeggiata prima di rientrare.

Per l’ennesima volta raggiungiamo l’albergo da una strada diversa! Abbiamo la capacità di perderci sempre nei suoi pressi, così da scoprire un percorso nuovo ogni giorno… prima o poi, si spera, finiremo per conoscerli tutti, così da non sbagliare più.
Nonostante la giornata più soft, siamo ancora un po’ stanchi e non molto affamati, così decidiamo di restare in albergo per guardare un po’ di tv e andare a letto presto.
Facciamo zapping tra canali in inglese e portoghese, cercando di capire quale delle due lingue è più facile da afferrare all’ascolto…
I bei passatempi!

                                To Be Continued...

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