Marrakech 04/09.12.2017 (quinta parte)
ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]
Marrakech 08/12/2017

Davanti agli ingressi (dislocati su vari lati d’accesso al palazzo) ci sono dei militari armati, ma già la struttura stessa si mostra inviolabile anche agli sguardi più curiosi.
Non vi nego che osservare quelle pareti alte e spoglie ha accresciuto la curiosità e la mia fantasia ha viaggiato parecchio nell’immaginare chissà che incredibili tesori architettonici e decorativi. Ma purtroppo questa è rimasta: curiosità.
Ricominciamo allora la visita per come l’avevamo
precedentemente programmata.
La giornata di oggi sarà dedicata alla parte “moderna” della città.
Così
prendiamo l’autobus, che fa una fermata sullo stradone (ovviamente non
pedonale) tra la Moschea della Koutoubia e Piazza Jamaa El Fna.
Con appena 0,30 centesimi di euro, attraversiamo zone più residenziali della città, stradoni immersi nel sole, per arrivare in un quartiere più moderno e meno turistico (se non per alcune carrozze a riposo in fila sul controviale).
I Giardini Majorelle sono, appunto, dei giardini botanici in cui è possibile ammirare piante provenienti da tutto il mondo e che vanta la collezione di tutte le specie di cactus del pianeta.
Una passeggiata tra il verde, attraversando romantici ponti su laghetti, portici sommersi da piante rampicanti con fiori stupendi, fontane e canali d’irrigazione. Un luogo indimenticabile, insomma, in cui perdere la cognizione del tempo.
Attualmente la villa ospita un piccolo museo della
cultura berbera, con vestiti tipici, splendidi gioielli e fotografie.
Il
nostro autista cerca di convincerci a visitare un centro commerciale di “sua
conoscenza” e nonostante il nostro ripetuto rifiuto e disinteresse ci lascia
praticamente lì vicino.
Per fortuna non troppo lontano dalla zona commerciale che avevamo adocchiato con Google Maps, quindi paghiamo il prezzo precedentemente pattuito e lo salutiamo un po’ indispettiti.
La
zona moderna è veramente bella, mi piace che abbiano mantenuto, nonostante ci
siano palazzi di diversi piani (anche parecchio eleganti), i colori e le forme
che richiamano le case tipiche più antiche della Medina.
Ora
di pranzo, optiamo per un cibo veramente poco tipico ma dannifico quanto basta da
irretirci: il pollo fritto del KFC!
In preda ad un orgasmo sensoriale, ci dimentichiamo di non far mettere il ghiaccio nella bevanda… Inutile dirvi che ce ne siamo accorti solo un bel po’ dopo ma, per fortuna, in tempo per non passare il resto della giornata in bagno (nonostante sospetti gorgoglii allo stomaco)!
Visitiamo
il Parco El Harti, con i suoi
chiostri e le sue fontane, e in fine arriviamo in Piazza 16 Novembre (data importante per l’indipendenza del Marocco,
infatti, nel 1955 il Re Mohammed V fece ritorno dall’esilio
riottenendo la legittimità come Sultano, dopo essersi apertamente schierato
contro il protettorato francese).
La piazza ospita alcune bancarelle; un mercatino, organizzato da cooperative sociali, in cui è possibile trovare prodotti alimentari e artigianali di ogni tipo.
Tra le grandi bandiere decorative, la musica a tutto volume e le numerose famiglie, si respira un frizzante aria di festa!

Marrakech 08/12/2017

Oggi abbiamo scoperto un po’ per caso, chiacchierando con mio
padre tra un aggiornamento sul viaggio e l’altro, che anche a Marrakech c’è un
palazzo tutt’ora utilizzato dalla famiglia reale.
Sinceramente ne ignoravo l’esistenza, anche perché non avevo trovato informazioni a riguardo mentre studiavo un programma per il viaggio.
Ovviamente, a differenze di quella ufficiale a Rabat (capitale del Marocco), si tratta di una residenza in cui il sovrano e la sua famiglia alloggiano per brevi periodi o occasioni particolari; ma noi siamo veramente curiosi di visitarla perché deve essere qualcosa di meravigliosamente maestoso!
Arrivati nel luogo segnato sulla mappa, ci ritroviamo a costeggiare un lungo
perimetro di mura altissime, senza poter entrare.Sinceramente ne ignoravo l’esistenza, anche perché non avevo trovato informazioni a riguardo mentre studiavo un programma per il viaggio.
Ovviamente, a differenze di quella ufficiale a Rabat (capitale del Marocco), si tratta di una residenza in cui il sovrano e la sua famiglia alloggiano per brevi periodi o occasioni particolari; ma noi siamo veramente curiosi di visitarla perché deve essere qualcosa di meravigliosamente maestoso!
Davanti agli ingressi (dislocati su vari lati d’accesso al palazzo) ci sono dei militari armati, ma già la struttura stessa si mostra inviolabile anche agli sguardi più curiosi.
Non vi nego che osservare quelle pareti alte e spoglie ha accresciuto la curiosità e la mia fantasia ha viaggiato parecchio nell’immaginare chissà che incredibili tesori architettonici e decorativi. Ma purtroppo questa è rimasta: curiosità.
Infatti, per una questione di privacy e sicurezza non è assolutamente possibile
visitare il palazzo.
Ricominciamo allora la visita per come l’avevamo
precedentemente programmata.La giornata di oggi sarà dedicata alla parte “moderna” della città.
Così
prendiamo l’autobus, che fa una fermata sullo stradone (ovviamente non
pedonale) tra la Moschea della Koutoubia e Piazza Jamaa El Fna.Con appena 0,30 centesimi di euro, attraversiamo zone più residenziali della città, stradoni immersi nel sole, per arrivare in un quartiere più moderno e meno turistico (se non per alcune carrozze a riposo in fila sul controviale).
I Giardini Majorelle sono, appunto, dei giardini botanici in cui è possibile ammirare piante provenienti da tutto il mondo e che vanta la collezione di tutte le specie di cactus del pianeta.
Una passeggiata tra il verde, attraversando romantici ponti su laghetti, portici sommersi da piante rampicanti con fiori stupendi, fontane e canali d’irrigazione. Un luogo indimenticabile, insomma, in cui perdere la cognizione del tempo.
Prendono il nome dall’artista francese Jacque Majorelle che,
innamoratosi di Marrakech, si comprò del terreno per costruirci una villa (per
viverci e lavorare) e un giardino ispirato alla tradizione marocchina.
In seguito la villa fu acquistata dallo stilista Yves Saint-Laurent e dal suo compagno (nonché imprenditore d’alta moda) Pierre Bergé che la restaurarono (ampliandone anche i giardini) e la ribattezzarono Villa Oasis.
In seguito la villa fu acquistata dallo stilista Yves Saint-Laurent e dal suo compagno (nonché imprenditore d’alta moda) Pierre Bergé che la restaurarono (ampliandone anche i giardini) e la ribattezzarono Villa Oasis.
Attualmente la villa ospita un piccolo museo della
cultura berbera, con vestiti tipici, splendidi gioielli e fotografie.
Finita
la visita, con P. decidiamo di recarci nella zona commerciale moderna, per
vedere il cuore della “città nuova” con i suoi negozi i suoi ampi vialoni e i
palazzi moderni.
Concordiamo
sul fatto che conviene prendere il taxi,
con tutte le dovute “precauzioni” richieste.
Infatti
è sempre meglio insistere sull’utilizzo del tassametro (che spesso non
accendono per poi chiedere più del necessario al turista) o concordare prima
con il taxista la tariffa dello spostamento.
Considerate che la tariffa minima è di circa 8 o 10 dirham (che equivalgono a circa 0,75 centesimi o 1 euro), in base all’orario e alla zona che dovete raggiungere ci potrebbero essere delle modifiche.
Calcolate che un buon prezzo per 10 minuti di viaggio è 20 dirham (circa 2 euro), così potrete concordare prima con l’autista se stabilire un prezzo o usare il tassametro.
Considerate che la tariffa minima è di circa 8 o 10 dirham (che equivalgono a circa 0,75 centesimi o 1 euro), in base all’orario e alla zona che dovete raggiungere ci potrebbero essere delle modifiche.
Calcolate che un buon prezzo per 10 minuti di viaggio è 20 dirham (circa 2 euro), così potrete concordare prima con l’autista se stabilire un prezzo o usare il tassametro.
Il
nostro autista cerca di convincerci a visitare un centro commerciale di “sua
conoscenza” e nonostante il nostro ripetuto rifiuto e disinteresse ci lascia
praticamente lì vicino.Per fortuna non troppo lontano dalla zona commerciale che avevamo adocchiato con Google Maps, quindi paghiamo il prezzo precedentemente pattuito e lo salutiamo un po’ indispettiti.
La
zona moderna è veramente bella, mi piace che abbiano mantenuto, nonostante ci
siano palazzi di diversi piani (anche parecchio eleganti), i colori e le forme
che richiamano le case tipiche più antiche della Medina.
Ci sono tantissimi giovani che passeggiano facendo shopping o bevendo bibitoni
colorati.
È
possibile ammirare le mode più varie, un mix tra abbigliamento casual
occidentale e eleganza araba.
Devo dire che, proprio nell’abbigliamento, Marrakech mi sorprende e mi affascina ogni giorno!
Non per nulla è la capitale araba della moda, alla pari di Milano o Parigi. I vestiti tipici esposti nei negozi (anche del mercato) eclissano completamente (per sfarzo e classe) quelli più comuni. Trovo che ci sia molta più varietà di stili.
Devo dire che, proprio nell’abbigliamento, Marrakech mi sorprende e mi affascina ogni giorno!
Non per nulla è la capitale araba della moda, alla pari di Milano o Parigi. I vestiti tipici esposti nei negozi (anche del mercato) eclissano completamente (per sfarzo e classe) quelli più comuni. Trovo che ci sia molta più varietà di stili.
Ora
di pranzo, optiamo per un cibo veramente poco tipico ma dannifico quanto basta da
irretirci: il pollo fritto del KFC!In preda ad un orgasmo sensoriale, ci dimentichiamo di non far mettere il ghiaccio nella bevanda… Inutile dirvi che ce ne siamo accorti solo un bel po’ dopo ma, per fortuna, in tempo per non passare il resto della giornata in bagno (nonostante sospetti gorgoglii allo stomaco)!
Visitiamo
il Parco El Harti, con i suoi
chiostri e le sue fontane, e in fine arriviamo in Piazza 16 Novembre (data importante per l’indipendenza del Marocco,
infatti, nel 1955 il Re Mohammed V fece ritorno dall’esilio
riottenendo la legittimità come Sultano, dopo essersi apertamente schierato
contro il protettorato francese).La piazza ospita alcune bancarelle; un mercatino, organizzato da cooperative sociali, in cui è possibile trovare prodotti alimentari e artigianali di ogni tipo.
Tra le grandi bandiere decorative, la musica a tutto volume e le numerose famiglie, si respira un frizzante aria di festa!
Prima di tornare alla zona antica, comunque, ci godiamo il tramonto e io ne
approfitto per curiosare dentro i negozi di abbigliamento e make-up.
Con P. fantastichiamo leggendo dei cartelloni pubblicitari che pubblicizzano, appunto, appartamenti di superlusso tra la città e l'aeroporto.
Rientriamo verso il riad nuovamente con l’autobus, iniziamo il classico giro di acquisti di souvenir (come al solito ci riduciamo praticamente all’ultimo) e andiamo a cena.
Con P. fantastichiamo leggendo dei cartelloni pubblicitari che pubblicizzano, appunto, appartamenti di superlusso tra la città e l'aeroporto.
Rientriamo verso il riad nuovamente con l’autobus, iniziamo il classico giro di acquisti di souvenir (come al solito ci riduciamo praticamente all’ultimo) e andiamo a cena.

Il locale che scegliamo si chiama Chez Brahim,
i ragazzi al suo ingresso ci hanno invitato ad entrare più volte in questi
giorni, ma (non so bene se per colpa degli orari o del caso) finivamo sempre
per scegliere altri posti, nonostante questo sia molto vicino al riad.
Devo dire che come ultima cena a Marrakech è stata veramente ottima!
Il locale è carino, decorato in maniera molto particolare, si mangia bene e fanno addirittura la pizza.
Devo dire che come ultima cena a Marrakech è stata veramente ottima!
Il locale è carino, decorato in maniera molto particolare, si mangia bene e fanno addirittura la pizza.
Mi
sembra quasi assurdo che domani pomeriggio ripartiremo, mi si spezza il cuore a
lasciare questa incantevole città.
Le sensazioni che si susseguono sono effettivamente strane, perché ci sono momenti in cui percepisco di stare qui da tantissimo tempo (quasi mi manca casa) ed altri momenti in cui mi sembra di essere qui da così poco da intuire che mi sto sicuramente perdendo altre sfumature bellissime e soprese.
Le sensazioni che si susseguono sono effettivamente strane, perché ci sono momenti in cui percepisco di stare qui da tantissimo tempo (quasi mi manca casa) ed altri momenti in cui mi sembra di essere qui da così poco da intuire che mi sto sicuramente perdendo altre sfumature bellissime e soprese.
To Be Continued...




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