Marrakech 04/09.12.2017 (sesta parte)

ATTENZIONE: [I racconti che seguono sono “giornali di bordo” dei miei viaggi: ciò che vedo, le sensazioni che provo e quello che imparo o mi cambia profondamente. Spero vi godrete il viaggio con me durante la lettura; sedetevi e rilassatevi.]

Marrakech 09/12/2017

Ultima mezza giornata a Marrakech e poi dovremmo tornare in Italia.
Probabilmente sarà come svegliarsi da un lungo e strano sogno.

Anche oggi il clima è caldo e il sole splende in cielo, noi ne approfittiamo per goderci questo tepore e le ultime ore in città.
Riassaggiando i sapori che ci hanno accompagnato in questo incredibile viaggio.

Così torniamo in Piazza Jamaa El Fna, che oggi profuma di frutta.
Ci avviciniamo alle bancarelle di datteri, sorseggiamo la nostra amata spremuta d’arance.

Voglio scattare una foto agli incantatori di serpenti che ci accolgono, ovviamente, con grandi sorrisi. 
Mentre un uomo in vestiti bianchi suona una sorta di strano flauto, un elegante cobra nero solleva la sua testa e assaggia l’aria con la sua lingua biforcuta, è un vero spettacolo della natura!

Un altro incantatore tiene tra le braccia un enorme pitone… me lo passa poggiando le sue spire sulle mie spalle e dietro il collo. E’ la prima volta che osservo un serpente così da vicino (e soprattutto che lo tocco), la sensazione è stranissima perché non è affatto viscido come sembrerebbe da lontano, anzi, le sue scaglie sono piuttosto ruvide e pare quasi di accarezzare un cestino in vimini.
Mentre io scatto delle foto, P. viene circondato da un gruppetto d’incantatori che cercano di contrattare per il prezzo, intimorendolo un po’ con i loro modi. Così mi avvicino a dargli man forte ma capiamo che è sempre meglio contrattare prima i prezzi, proprio per evitare fraintendimenti e rincari dell’ultimo minuto.
Per fortuna accettano la somma che avevamo intenzione di dargli, ma giustamente restiamo un po’ perplessi sul modo di porsi.

Per fortuna ci rifacciamo avvicinandoci al un ammaestratore di scimmie, con quest’ultimo decidiamo di contrattare prima il prezzo per delle fotografie, e lui accetta subito la nostra offerta.

La scimmietta è tranquilla e salta dalla spalla del suo proprietario alla nostra per poi sedersi sul nostro avambraccio. Ha le manine piccolissime e gioca anche con il laccetto della maglia di P. strappandoci un sorriso e gridolini inteneriti.
Dopo un po’ tende le braccia all’ammaestratore come un bimbo che vuole tornare tra le braccia della mamma e così lo ringraziamo e salutandolo ci allontaniamo.

Rientriamo al riad per sistemare le ultime cose e dare un ultimo sguardo alla nostra stanza.

L’omino dei bagagli viene a prenderci per l’ultimo spostamento, quello verso il taxi.
Ribecchiamo l’autista dell’arrivo, ci chiede se ci siamo trovati bene e se la città ci è piaciuta, rispondiamo di sì ma probabilmente la stanchezza, la malinconia nel pensiero di tornare a lavoro e la tristezza dell’abbandonare un luogo, fanno trasparire una nostalgia di casa non indifferente.

La trafila di sicurezza all’aeroporto è incredibilmente lunga!
Passiamo per ben due controlli dei bagagli, che tra l’altro sono veramente minuziosi, e c’è un flusso di gente incredibile, così che le file sembrano interminabili.
Una volta dentro riusciamo comunque a comprare una scatola di dolcini tipici (tra cui i miei preferiti) e a mangiare qualcosina al volo che fungerà da pranzo e da cena.

Sull’aereo con P. abbiamo la fortuna di poterci sedere vicini, perché uno dei miei vicini di posto mi chiede se facciamo a cambio per avere vicina la moglie. In più abbiamo anche la fortuna di capitare in una fila solo nostra!
Il volo procede tranquillo: leggiamo, sonnecchiamo, imprechiamo a denti stretti contro un gruppo nutrito di altri italiani (che sono completamente ubriachi e fanno un baccano allucinante per tutto il tempo, facendo persino impazzire le hostess, manco fossero una classe di bambini)… normale amministrazione insomma.
Una volta atterrati abbiamo trovato ad accoglierci, uno sbalzo di 15° in meno!

AAAAH il bell’inverno Milanese…….
Inutile dirvi che mi sono raffreddata.

Questo è stato sicuramente uno dei viaggi più indimenticabili che abbia mai fatto. Un luogo TALMENTE UNICO da lasciare un bagaglio di esperienze preziosissimo e uno nuovo sguardo verso l’orizzonte.
Marrakech cambia letteralmente la vita!


                                                  Fine.

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