Four Steps - Lucca Comics 2018

ATTENZIONE: [Questo fa parte della rubrica “Four Steps” che raccoglie tutte le esperienze turistiche che non possono essere considerate come dei veri e propri viaggi (gite fuori porta, luoghi che mi hanno colpito particolarmente, posti consigliati, paesaggi che non tutti conoscono, località varie ed eventuali).]

Lucca Comics 2018

Questo è un Four Steps un po’ particolare perché racchiude 3 giornate passate tra Lucca (in occasione del Lucca Comics) e Lido di Camaiore (LU).

Partenza giorno 1 novembre, viaggio in macchina tranquillo e senza troppe soste.
Le strade possibili sono due: la prima attraversa l’entroterra, passando attraverso l’Emilia toccando Bologna, poi giù fino a Firenze; la seconda taglia per la Cisa (la statale 62) costeggia il mare attraversando la Liguria per poi toccare La Spezia, Massa e Viareggio.
Scegliamo la Cisa, sperando di riuscire ad intravedere il mare!

Il paesaggio è veramente incredibile tra le valli degli appennini Tosco-Emiliani!
Il verde sui pendii e i campanili dei paesini che si intravedono dall’autostrada, rendono tutto quasi fiabesco.

Addirittura ad un certo punto si avvistano diversi maneggi e serre, a me sembra quasi di essere nel Wyoming, negli USA.

Dopo un tratto di strada scorrevole raggiungiamo l’ingorgo, si cammina a passo d’uomo per un lungo tratto, ma tutti stiamo andando nella stessa direzione: Lucca!

Sono emozionata come una bambina, non sono ancora mai stata al Lucca Comics, pur essendo un evento a cui desidero partecipare da diversi anni.
Questa volta siamo riusciti ad organizzarci per tempo con un gruppo di amici!

Prima tappa: check-in nelle stanze prenotate per l’occasione. Nello specifico dormiamo a Pescia, un paesino poco distante dalla città.
Qui ci troviamo immersi nei luoghi che hanno ispirato il capolavoro di Carlo Collodi
, Pinocchio.

La zona dell’appartamento è carina, anche se la strada per arrivarci è parecchio dissestata proprio davanti a delle villette a schiera.
La gentilissima proprietaria ci fa accomodare e ci mostra, sorridente, la casa.
Posso solo dire: WOW!

Sistemati nelle nostre stanze, ci accingiamo al primo giro per Lucca.
Trovare posteggio è ovviamente un’impresa, visto anche l’orario, le macchine sono parcheggiate ovunque, mi aspetterei di trovarne anche tra gli alberi.
Dopo un paio di giri troviamo un buco dove lasciare la macchina.

Il programma della prima giornata consiste nel visitare tutta la parte della città che non richiede il biglietto d’ingresso ai padiglioni al chiuso (visita che faremo poi domani).

C’è tantissima gente e la città ci accoglie sulle sue Mura tra cosplayer e bancarelle espositive di ogni tipo, lotte tra spadaccini medievali e futuristiche spade laser.
Così, felice come una pasqua, saltello da un espositore all’altro e scatto timide foto ai cosplay più interessanti che vedo. Alcuni mi limito ad ammirarli, sinceramente colpita per le brillanti idee, da lontano.

Così intravedo un giovanissimo Cannavacciulo o tre tipi con una gamba di legno che il mio falegname avrebbe fatto meglio… Per poi incrociare costumi ancora più complessi, costosi ed elaborati.

Mangiamo al volo un panino molto buono, ad un prezzo anche parecchio onesto (infatti un piccolo menù comprensivo di panino, barrette di cioccolato e acqua, costa solo 5 euro).

Visitiamo l’immancabile zona zombie, da cui dovrebbe partire la parata dell’orda per attraversare la città. Ma in realtà, per il momento, becchiamo solo qualche sparuto zombie.

Cominciamo a fare shopping! so già che il mio portafogli piangerà miseria dopo questi giorni… compro prima di tutto un paio di orecchini bellissimi, ispirati al film It.

Intanto mi guardo in giro, dall’alto delle mura ci sono degli scorci incredibili sulla città.
Non ero mai stata prima a Lucca, neanche in “condizioni normali” ma devo dire che quello che vedo mi incuriosisce tantissimo e mi invita a tornare anche in giornate più tranquille e quotidiane.

Quando si fa buio entriamo, con i figli dei nostri amici, al Real Collegio adibito per l’occasione alla zona “Junior”, dove appunto vengono presentati libri, giochi da tavolo o di ruolo per i più piccini... MA in cui è possibile visitare la zona dedicata ai Lego e alle costruzioni. Al centro di una sala, infatti, hanno ricostruito una città ed osservarla è un piacere ed un emozione per ogni età, anche per noi che forse non siamo mai cresciuti troppo.

E’ quasi ora di cena, quindi giriamo per le strade del centro cercando di trovare un posto dove fermarci a mangiare. Purtroppo è stato tutto prenotato e sembra impossibile trovare un tavolo per noi, che siamo comunque in tanti.
Dopo un po’ di peregrinazioni ci decidiamo di andare in Piazza Anfiteatro, probabilmente la piazza più bella di Lucca e sicuramente una delle più caratteristiche e particolari che io abbia mai visto!

Troviamo posto e ceniamo divinamente, tra viaggio e lunghe passeggiate siamo tutti piuttosto affamati.

Comincia ad abbassarsi la temperatura e nonostante siamo seduti vicini ad una stufa da esterni io comincio proprio a sentir freddo (probabilmente sono vestita troppo leggere per l’orario).
Così torniamo alle stanze, ma prima di stenderci e dormire un po’ programmiamo le cose da fare e da vedere domani.


Secondo giorno al Lucca Comics, 2 novembre. Come previsto, piove a dirotto!

Ci svegliamo presto proprio per trovare facilmente posteggio vicino alle mura.

Una volta in città cominciamo a girare per i padiglioni al chiuso, le file sono lunghe ma scorrevoli.
Visitiamo per primi la parte dedicata al Giappone… per lo meno, o per lo meno quello che ne richiama un po’ l’immaginario occidentale.
Lì ne approfittiamo anche per fare colazione e intanto incrociamo altri splendidi cosplayer.

Proseguiamo con diversi padiglioni dedicati alle action figures. Sicuramente molto ben fatte ma anche parecchio costose.
Non ne sono una gran appassionata a dire il vero, ma sicuramente ne ammiro la qualità.

Ci sono delle mostre speciali dedicate al famoso fumetto Tex (che compie 70anni) e, sempre in uno degli stand della Sergio Bonelli Editore, compriamo alcuni racconti (stile spin-off di Dylan Dog) su Groucho, scritti e disegnati da vari autori.

Intanto continua a piovere a intermittenza, ci becca sempre nei momenti più scomodi, quando ci spostiamo da una zona all’altra della città e c’è parecchio da camminare tra la folla. Sento l’umidità fino a dentro le ossa.

E’ il momento della struttura dedicata all’editoria. La fila è chiaramente molto lunga, sia a causa della pioggia in aumento, ma soprattutto per i numerosi artisti al suo interno, intenti nei firmacopie.
Come sempre le file più lunghe sono quelle per Sio e Zerocalcare, riesco comunque a lanciargli un saluto e chiedergli una foto.
Al tavolo della BAO publishing aspettiamo con ansia l’arrivo di Leo Ortolani (uno dei miei grandi miti).

Qui compro parecchie graphic novel (tra cui “Residenza Arcadia” di Daniel Cuello) e altri fumetti.
Poi faccio il miglior acquisto dell’intera giornata! La New Monkey Press Records, sotto il marchio This Is Not A Love Song
, ha creato una serie di vecchie VHS in cui i film, sono raccontati a fumetti tramite di alcuni fotogrammi… hanno fatto la stessa cosa con le musicassette e le canzoni.
Inutile aggiungere che ho comprato due loro lavori e conto di prenderne altri in futuro!

Con P. abbiamo raggiunto gli altri che ci avevano preceduto nel padiglione più grande, quello games.

Rispetto ai nostri amici, per fortuna abbiamo beccato una fila meno lunga e più scorrevole, ma abbiamo preso lo stesso parecchia acqua prima di arrivare.
Una volta dentro sembrava di essere nel paese delle meraviglie.
Enormi espositori con qualsiasi gioco da tavolo che possa venire in mente, stand per tantissimi GDR soprattutto Made in Italy, banconi pieni di dadi dalle forme più strane, grandi spazi per sedersi provare i giochi o partecipare a duelli.
Siamo rimasti lì per un bel po’, ce n’è voluto per girarlo tutto come si deve e alla fine eravamo anche con i piedi doloranti.

Cacciati fuori alla chiusura, con la poca dignità che ci restava, abbiamo deciso di andare a mangiare fuori città, magari di strada verso il nostro alloggio.
Per fortuna domani potremo svegliarci più tardi, ma questa resta comunque l’ultima sera in città.
Ultima camminata sotto la pioggia per arrivare in macchina, i sacchetti di carta carichi di roba che non reggevano più e la paura che si stesse inzuppando tutto.

Troviamo un localino con velleità chic ma visti i prezzi prendiamo tutti una pizza, che si è rivelata una vera delusione.
Piatta e secca come un cracker!

Tornati alle stanza, siamo tutti così stanchi da salutarci a stento prima di crollare a letto.


Terzo e ultimo giorno, 3 novembre, dobbiamo fare check-out ad un orario piuttosto comodo, quindi possiamo riordinare le ultime cose con calma e senza dimenticare nulla.

La giornata non minaccia pioggia ed il programma prevede di andare al Parco di Pinocchio tutti insieme, ma con P. decidiamo di tornare direttamente a Milano, magari facendo una piccola fermata per vedere il mare.

So che probabilmente ci siamo persi un posto fantastico e divertente, ma il prezzo del biglietto era veramente esagerato per allettarci. Magari sarà una scusa per tornarci in un’alta occasione.

In compenso ci siamo fermati un po’ a Lido di Camaiore concedendoci una passeggiata sulla spiaggia.

Il mare era di una insolita calma invernale. In lontananza vediamo una lunga passerella in acciaio, che si affaccia sul mare, così decidiamo di raggiungerla.
Intanto intorno a noi poca altra gente: famiglie con bambini che giocano sulla sabbia, padroni con i loro cani che si divertono a correre e a tuffarsi in mare, persino dei tipi che fanno SUP e sci nautico.
Arrivati al ponte mi sembra quasi di essere alla Venice Beach di Los Angeles, o almeno a come la immagino nei miei pensieri. Veramente un luogo bellissimo in cui urbano e natura si uniscono discretamente.

Per tornare alla macchina decidiamo di ripercorrere il percorso dal lungomare entroterra.
E’ pieno di bancarelle di ogni tipo, da gioiellini di bigiotteria a vestiti, da piccoli quadretti paesaggistici a oggetti vintage…
Decidiamo di fermarci in uno dei mille ristorantini (tutti uguali) sul passeggio, con le loro sale in vetro affacciate sulla strada.
I prezzi non sono economicissimi, ma neanche esagerati e mangiamo veramente bene.

Tortati in macchina ripartiamo alla volta di casa, passando nuovamente per il Wyoming italiano e incontrando banchi di nuvole bassissime che tra una galleria e l’altra si sono trasformate in nebbia fitta come il burro.
Nonostante questo, siamo tornati sani, salvi, stanchi ma molto molto molto contenti!


                                               Fine.

Commenti

Post popolari in questo blog

Varsavia 05/09.08.2016 - (seconda parte)

Varsavia 05/09.08.2016 - (terza parte)

Lisbona 12/17.11.2017 (sesta parte)